Il Blog della Parrocchia

5° di Quaresima

5° di Quaresima «di Lazzaro».

«Io sono la risurrezione e la vita […]; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno»

E'  la Parola del Signore che illumina la liturgia di questa V Domenica di Quaresima.

Il segno della risurrezione di Lazzaro diventa per noi annuncio della Pasqua di Gesù, che libera dal peccato e dalla morte. Chiamati a celebrare i benefici del Signore, che sempre accompagna e guida la storia del suo popolo, chiediamo di essere purificati da ogni colpa per camminare «verso la novità della vita eterna».

Rinnovati dal dono di grazia del Signore, ci disponiamo alla celebrazione della sua Pasqua e viviamo nella certezza della sua promessa di salvezza: «Il Sigmore mi ha detto: “Tu mi aprirai la porta del tuo cuore e a tu per tu noi ceneremo insieme”.

Ti ringrazio e ti lodo, mio Dio, per avermi chiamato, Maestro, luce del mio cuore».

4° di Quaresima

4° di Quaresima «del cieco».

Domenica della carità.

«Amiamo la luce e la giustizia, camminiamo come nel giorno. Miriamo a far risplendere le nostre azioni al cospetto di Dio»: è il desiderio che suscita in noi la liturgia di questa Domenica.

La guarigione del Cieco nato è immagine della «splendida illuminazione» che abbiamo ricevuto nel fonte battesimale e invito a vivere, con coerenza e gratitudine, gli impegni assunti con il sacramento del Battesimo: «Questa infatti è volontà di Dio, la nostra santificazione».

Facciamo quindi nostra la stessa professione di fede del «mendicante guarito»: «Credo, Signore». Chiediamo non solo la vista degli occhi del corpo, ma anche quella del cuore, per accogliere il Signore, sorgente della luce e della verità, e rimanere fedeli alla sua Parola di salvezza: «Signore, da’ luce ai miei occhi; con la tua luce illumina il mio cuore».

 

3° di Quaresima

3° di Quaresima «di Abramo».

«Vedi, Signore, com’è fragile l’uomo! […] Tanta indulgenza hai avuto con noi, ma ancora troverai da perdonare»: è la preghiera che accompagna il grande itinerario quaresimale.

Nel deserto dell’esistenza, il cuore dell’uomo rischia di abbandonare la via indicata dal Signore, lasciandosi abbagliare da false speranze di salvezza e cedendo alla tentazione di costruirsi un «dio» secondo i propri gusti personali.

Per questo le parole di Gesù – al centro della liturgia di questa Domenica – devono trovare la nostra accoglienza e suscitare un rinnovato impegno di conversione e di adesione al Signore. «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».

Solo il Signore può offrire realmente salvezza e aprirci all’ascolto della sua Parola, rendendoci capaci di accogliere la sua verità e di non sottrarci ad essa anche quando può apparire dura e difficile.