Avanti con Coraggio

Stiamo concludendo l’anno pastorale, segnato tra l’altro dalla visita che l’Arcivescovo ha effettuato ad ottobre. Di questo incontro, la parola che ricordo è quella di incoraggiamento a proseguire con più slancio nel cammino di fede confidando nel Signore e nella sua presenza. Questo richiamo può aiutarci a rileggere il cammino di questi mesi: un cammino di Comunità e un cammino personale.
Potrei esprimermi sinteticamente così: il Signore - proprio perché ci ama infinitamente - ci invita ad un passo in avanti nei suoi confronti. Ma come? – potremmo obiettare – è già difficile stare al passo: seguirlo ogni giorno da veri battezzati, da figli di Dio, donarci a Lui e agli altri, tradurre nel quotidiano la sua Parola, …
Per rendere operativo questo “invito” possiamo chiederci: siamo persone di chiesa o viviamo la chiesa?.
Il Signore non si accontenta di una nostra presenza in parrocchia o nella società, una partecipazione assidua o sporadica che sia, che si limita solo a costruire un ‘tessuto umano’; ci chiede un coinvolgimento che va oltre, una appartenenza: quella di chi avverte la Comunità come la casa dove si respira una fraternità, dove ci si mette in “in gioco” per costruire la comunione, ci si sente come in famiglia e non solo invitati come ospiti. Questo “di più” permette di coltivare una trama di relazioni fondate sul Vangelo. È la spiritualità di comunione.
Non si accontenta di persone che vanno in chiesa, ma che sono chiesa. Che non si ritrovano unicamente per una preghiera di domanda, ma avvertono Dio come Padre e sono contenti di questo, e la loro stessa vita diventa preghiera: sanno che possono rivolgersi a Dio dandogli del TU. Confidano in Lui e si affidano a Lui. È la spiritualità personale.
È possibile che questo passo in avanti sia rimandato continuamente pur procedendo nella vita evangelica: si è persone buone, ma con aspetti che urtano, con attaccamenti a persone e cose nonostante slanci di generosità. Non è raro che Dio intervenga con grazie particolari o scossoni perché non ci si adagi.
Un passo impossibile, troppo esigente? Il Signore ci chiede sempre tanto. Osa con i suoi.
Anche le strutture della parrocchia dovrebbero esprimere questo passo in avanti che ci è chiesto, mostrando lo stile di una Comunità fondata sull’Evangelo. Ad esempio la parrocchia ha recentemente acquistato la cosiddetta ‘casa delle suore’: è stato un impegno economico non da poco, anche perché erano già state avviate da anni le richieste per sistemare la chiesa parrocchiale e risolvere il problema dell’umidità. Occorrà pensare a che uso destinarla avendo come criteri di riflessione quell’accoglienza e quella educazione che dovrebbero caratterizzare una Comunità. Non ogni attività esprime il ‘volto’ di Chiesa.
I lavori che stanno iniziando in chiesa non sono semplicemente ‘recupero’ di una situazione ammalorata; come pure il rifacimento degli stucchi nella parte alta. Un edificio di culto che manifesta anche esteriormente la sua bellezza richiama l’altrettanta bellezza dell’incontro con Dio e con i fratelli. La spesa ingente che la parrocchia sta affrontando ha quindi una valenza più profonda di una semplice operazione architettonica di ristrutturazione.
Così l’oratorio: il migliorarne la agibilità permette di farlo diventare sempre più ambiente di tutti, affinchè ciascuno sia condotto all’incontro con l’unico amico che conta: Gesù!
Si apre una prospettiva che rivela un futuro ricco di promesse.

L’incoraggiamento dell’inizio è quindi ben più di una… pacca sulla spalla!                                                 don Pietro


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Indice di questo numero:

Pag. 1: Avanti con Coraggio

Pag. 2: La necessità di scelte concrete

Pag. 2: Si può ancora diventare Santi?

Pag. 3: Festa Patronale

Pag. 3: Notizie dal Consiglio Pastorale

Pag. 3: Buone Notizie ...

Pag. 4: Oratorio Estivo: BATTIBALENO

Pag. 4: Slogan e Logo

Pag. 4: Fiaccolata 2011 - Santuario di Varallo